La Vena di Vino

Uno spazio, un ritrovo, uno stato mentale, una visione, un punto d’incontro di cultura locale e viaggiatori curiosi.  Dedicata a chi ama assaporare la vita con proverbiale lentezza ed autentica passione La Vena di Vino nasce nel 2001 da un idea di Lucio e Bruno che nella realizzazione del bar evocano lo spirito delle fiaschetterie d’antan tra brocage e curiosita’. Nelle cantine storiche si svolgono degustazioni come eventi culturali e musicali.  Negli anni e’ diventato sicuro approdo per i molti viaggiatori che si fermano su consiglio tra gli altri, di Rick Steves, le Routard, Rough Guides,  Lonely Planet, Osterie d’Italia, Muller Guide ed altre. Uno zoccolo duro di avventori locali continuano l’epopea dell’osterie nella nostra citta,’ come negli anni d’oro degli alabastrai che affollavano perennemente le mescite ed i bar, si mescolano e si ritrovano, a passare le serate e il tempo con leggerezza.. come nel cartellone di un teatro che per l’ennesima volta mette in scena uno spettacolo mai uguale. La Vena di Vino ha un nome legato alla tradizione dell’alabastrai volterrani, quindi qualunque altra attività che troverete con quel nome, ha fatto un bel “copia incolla” per mancanza, poverini, d’idee. La storia è la seguente: Nene di Mondo, il più grande bevitore che abbia avuto Volterra, si racconta che trovandosi nella sua bottega, sentì per l’aria un insistente profumo di vino. Si voltò e fra lo stupore vide che dal muro veniva fuori un rigagnolo di vino rosso. E’ risaputo che in alcuni palazzi di Volterra medioevale gli scantinati, vasti quanto l’area del fabbricato, servivano agli antichi padroni per tenere in botti enormi la raccolta del vino e dell’olio. Il dirimpettaio, che non si fidava granchè dei nostri alabastrai, aveva sbarrato l’accesso con una porta murata a gesso nella parete di mattoni. Quel giorno era avvenuto che la cerchiatura di una di queste botti, forse logorata dalla ruggine, si era spezzata lasciando uscir fuori tutto il contenuto. Nene alla vista di quel rigagnolo rosso si gettò per terra e con la polvere di alabastro costruì una diga per immagazzinare quel liquido prezioso. Naturalmente si assicurò bene che si trattasse di vino vero e poi uscito fuori della bottega si mise a correre per via di Sotto gridando a perdifiato: Venite! Venite! Ho scoperto la vena! Gli alabastrai uscirono dai loro bugigattoli e di fronte a quella specie di furia si domandavano se per caso il loro amico non fosse uscito di senno. Quando però fra uno strambotto e l’altro si resero conto di quanto stava accadendo lo seguirono nella bottega pronti a gettarsi su quella manna benefica. Purtroppo però prima di loro era arrivato l’amico «Costoloni» e del laghetto di vino non c’era rimasto che la terra arrossata. Erano ancora i tempi epici, cerchiamo di preservare lo spirito originale che da sempre caratterizza la gente di Volterra.

LUSSO POPOLARE
La Vena di Vino quindi è un omaggio a Nene di Mondo, è un abbraccio agli Alabastrai e alle loro storie sghimbesce che sembrano finte di Garrincha. Botteghe dove dai muri sgorga il vino e pappagalli e scimmie bestemmiano. Il nostro Sudamerica. La Vena di Vino è un Bar di Lusso Popolare da quando abbiamo creato questo Ossimoro che da noi diventa Sinonimo. Convinceremo con un fiasco di vino e una bottiglia di vermut l’Accademia della Crusca ad inserire tal creazione nell’elenco dei petalosi di turno? Ai gomiti stesi sul banco del bar l’ardua sentenza.